Da Manus a Londra passando per YouTube le ultime notizie sull’intelligenza artificiale… e su di noi
🏎️ Meta compra Manus in 10 giorni (più veloce dei resi di Amazon a Natale)
Meta ha appena fatto shopping da 2 miliardi di dollari: ha comprato Manus, una delle startup AI in più rapida crescita al mondo
E non un chatbot qualunque: Manus crea agenti autonomi che fanno davvero cose come:
📂 selezionare CV da ZIP e classificarli in autonomia
✈️ pianificare vacanze complete, voli e hotel inclusi
📈 analizzare portafogli azionari e generare report
🧠 condurre ricerche di mercato e scrivere documenti
💻 creare siti web e scrivere codice
In soli otto mesi, Manus ha raggiunto 100 milioni di dollari di fatturato annuo ricorrente. Una meteora? No, un razzo. E Meta ha colto l’occasione.
C’è anche il twist geopolitico: Manus è nata a Pechino, poi trasferita a Singapore. Per completare l’acquisizione, Meta ha acquistato le quote cinesi e ha tagliato ogni legame con la Cina, onde evitare guai in patria 😉
Obiettivo? Portare agenti AI avanzati su Facebook, WhatsApp e Instagram. Quindi prepariamoci: presto potremmo avere un agente AI personale in ogni app
💧L’AI che ascolta le tubature: missione acqua a Londra
Sotto le strade di Londra non scorre solo storia, m anche acqua, tantissima acqua
Parliamo di 570 milioni di litri al giorno che vanno persi tra tubature vittoriane arrugginite
Tradizionalmente si cercavano le perdite con bastoni d’ascolto e orecchio umano 👂 ma oggi c’è un alleato tech: l’intelligenza artificiale acustica
Ovvero:
🔊 sensori acustici e IoT registrano i suoni delle condotte
🧠 l’AI distingue tra “rumore di perdita” e traffico, musica, vita urbana
🎯 sempre l’AI riconosce l’entità della perdita e la priorità d’intervento
Nel progetto Thames Water, l’IA FIDO ha analizzato 35.000 file audio in 2,5 ore, individuando 33 perdite prioritarie con una precisione del 92%.
Risultato? Risparmi di milioni di litri e meno scavi a vuoto.
Una rivoluzione silenziosa, ma concreta. Una bella rivoluzione: l’AI non può ancora cambiare le tubature da sola, ma può dirci dove iniziare a scavare.
⚡ AI e crisi energetica: problema o soluzione?
E qui c’è un paradosso: l’AI consuma energia come se non ci fosse un domani, ma potrebbe anche aiutarci a risparmiarla.
La domanda cresce a dismisura grazie ai data center e ai modelli AI, ma le reti sono lente, frammentate e poco coordinate.
✨ Tuttavia, l’AI può essere anche manager dell’efficienza:
📊 prevede la domanda e ottimizza la distribuzione
❄️ regola i sistemi di raffreddamento dei server
🛠️ anticipa guasti prima che diventino blackout
In sintesi: più AI, sì, ma solo se la mettiamo anche al servizio dell’energia, non solo a consumarla con una visione strategica condivisa.
Altrimenti, accenderemo ChatGPT… a lume di candela.
📺 YouTube e l’invasione degli “AI Slop”
Una ricerca ha rivelato che oltre il 20% dei video mostrati ai nuovi utenti di YouTube è puro contenuto spazzatura generato dall’AI.
Sì, quei video assurdi, senza contesto, con titoli improbabili e immagini di gatti spaziali che fanno yoga perfetti per attirare click e… addormentare i neuroni.
Il tutto genera:
63 miliardi di visualizzazioni
221 milioni di iscritti
un fatturato annuo di 117 milioni di dollari
Dietro a molti di questi contenuti ci sono creator algoritmici in India, Nigeria e Vietnam che scambiano strategie su Telegram.
YouTube dice di combatterli, ma intanto… li premia. E soprattutto li premia chi li guarda, spesso in modo compulsivo
🤖 La morale? L’AI sa generare, ma serve il nostro sguardo critico per non assorbire passivamente ciò che l’algoritmo ci propone: selezioniamo, interpretiamo, scegliamo attivamente ciò che ha valore, bellezza, verità.
🧃 Il distributore AI (che ha fatto bancarotta in 3 settimane)
Il “Project Vend” di Anthropic e Wall Street Journal ha provato a lasciare un distributore automatico nelle mani dell’AI
Il risultato? Un disastro (divertente, finché non sei l’AI in debito).
🎮 l’AI si è fatta convincere a comprare una PS5 e persino un pesce betta vivo
💬 un’esperta l’ha manipolata su Slack con 140 prompt persuasivi
💸 alla fine il distributore era in debito di 1.000 dollari
Il messaggio chiaro è: i modelli AI, per quanto sofisticati, sono facilmente influenzabili (anche loro, sì, non solo noi esseri umani… ci somigliano, eh!). E non basta un algoritmo per decidere cosa è etico, utile, o semplicemente sensato.
✨ Dalla notizia all’ispirazione: e noi, che ci facciamo?
Queste storie non sono solo tech news. Sono specchi del nostro tempo:
l’AI può farci lavorare meglio, ma solo se la orientiamo con visione
può farci risparmiare acqua, energia e tempo, ma richiede pensiero critico
può farci anche sorridere (o preoccupare) con distributori ribelli e video assurdi
📣 Ecco perché nasce il podcast “Lavoro Meglio con l’AI”: per navigare questo mare insieme, con ironia, consapevolezza e tanta voglia di imparare.
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