Quattro notizie, una settimana, un filo invisibile che le tiene insieme. Gli esseri umani non sono più la maggioranza su internet perchè i bot li hanno superati così Wikipedia ha deciso che questo è un problema e ha votato per resistere mentre OpenAI ha raccolto altri 122 miliardi di dollari per accelerare nella direzione opposta. E Google? Google ha spedito i suoi agenti AI nel dark web a fare la guardia. Benvenuti nell’internet del 2026… 🙂
OpenAI raccoglie 122 miliardi di dollari, la più grande raccolta fondi della storia del venture capital.
Amazon, Nvidia e SoftBank hanno contribuito con 110 miliardi su 122 totali. La valutazione implicita è 852 miliardi di dollari. Giusto per capirsi: è più del PIL della Svizzera. OpenAI dichiara 2 miliardi di dollari di fatturato mensile, un ritmo che sostiene essere quattro volte superiore a quello di Alphabet e Meta nella stessa fase di sviluppo. Il segmento enterprise rappresenta già oltre il 40% dei ricavi e sta crescendo più velocemente del consumer.
Il round consolida anche la direzione strategica annunciata con la chiusura di Sora: costruire una super app unificata che integri ChatGPT, Codex e gli strumenti agentici in un’unica esperienza per avere meno fronti aperti e più concentrazione. L’accordo con Amazon include una clausola legata all’AGI che potrebbe modificare i termini se OpenAI raggiungesse determinate soglie, un dettaglio che dice molto su quanto entrambe le parti prendano sul serio la possibilità che l’AGI non sia solo una metafora di marketing.
122 miliardi di dollari per costruire un assistente unificato che faccia tutto. Il che è, essenzialmente, la promessa originale di ChatGPT nel novembre 2022, la differenza è che adesso ci sono 122 miliardi per mantenerla.
Wikipedia vieta l’AI: 40 voti a favore, 2 contrari. Elon Musk risponde con Grokipedia.
Il 20 marzo i redattori volontari di Wikipedia in lingua inglese hanno votato quasi all’unanimità per vietare l’uso di LLM per scrivere o riscrivere articoli. La motivazione ufficiale: è l’aumento degli errori generati dall’AI che sta erodendo la credibilità dell’enciclopedia. Sono ammessi l’uso per correzione grammaticale e le traduzioni con revisione umana, nient’altro. StackOverflow aveva già introdotto un divieto simile. Wikipedia in spagnolo è andata oltre, vietando qualsiasi uso dell’AI anche per le modifiche.
La tempistica del contraccolpo non è casuale: nel 2025 la produzione di testi generati dall’AI ha superato per la prima volta quella umana su scala globale e Wikipedia, che è la base di addestramento di quasi tutti i modelli linguistici esistenti, ha capito che lasciare entrare l’AI nella propria base di conoscenza creerebbe un loop di autoalimentazione difficile da controllare: modelli addestrati su Wikipedia, che scrivono Wikipedia, che allena nuovi modelli.
La risposta di Elon Musk è stata lanciare Grokipedia, una versione di Wikipedia generata dall’AI. Il che è, in effetti, esattamente il tipo di concorrenza che il voto di Wikipedia voleva anticipare.
Wikipedia ha costruito la più grande enciclopedia della storia con il lavoro volontario di esseri umani motivati dalla credibilità. Vietare all’AI di scriverla è, paradossalmente, l’atto di fiducia più alto nel valore di quella credibilità. Resta da vedere per quanto tempo reggerà come posizione difensiva.
I bot hanno superato gli esseri umani su internet. Il traffico AI è cresciuto dell’8.000% in un anno.
Il rapporto “State of AI Traffic” di HUMAN Security ha certificato quello che molti sospettavano: nel 2025 il traffico automatizzato su internet è cresciuto quasi otto volte più velocemente dell’attività umana. Il traffico generato da agenti AI come OpenClaw è aumentato del 7.900% rispetto all’anno precedente. Il traffico AI in senso lato è cresciuto del 187% da gennaio a dicembre 2025. La conclusione del CEO di HUMAN Security è molto chiara: “Internet è stato creato con l’assunzione che ci fosse un essere umano dall’altra parte. Questa assunzione sta venendo rapidamente sostituita.”
Vale la pena leggere i numeri con la dovuta cautela metodologica: il rapporto si basa sui dati della piattaforma proprietaria di HUMAN, non su un censimento completo del web. Identificare i bot attraverso le stringhe user-agent è una stima approssimativa, come ammette lo stesso rapporto. Ma anche come indicazione di tendenza, il dato è significativo: gli agenti AI che agiscono autonomamente per conto degli utenti sono passati da un volume trascurabile nel 2024 a una presenza misurabile e in rapida espansione nel 2025. Il CEO di Cloudflare aveva previsto al SXSW che i bot AI avrebbero superato il traffico umano entro il 2027. Erano già oltre nel 2025.
Internet è stato progettato per le persone. Le persone lo stanno usando per costruire agenti che lo usano al posto loro. È un’evoluzione logica. È anche il tipo di sviluppo che rende molto più complesso rispondere alla domanda “chi sta leggendo questo?”
Google manda i suoi agenti Gemini nel dark web. 10 milioni di pubblicazioni al giorno, 98% di precisione.
Google ha presentato all’RSAC 2026 un sistema di monitoraggio del dark web basato su agenti Gemini: analisi autonoma di oltre 10 milioni di pubblicazioni al giorno, con una precisione dichiarata del 98% nell’identificazione delle minacce. L’obiettivo è la difesa informatica proattiva ovvero individuare le minacce prima che si concretizzino, non dopo.
L’implicazione pratica è che uno degli ambienti storicamente più opachi di internet viene ora percorso sistematicamente da sistemi automatizzati con capacità di ragionamento. Le squadre di sicurezza che prima dovevano analizzare manualmente i forum del dark web per trovare credenziali rubate o piani di attacco ora delegano quella sorveglianza a un agente che non dorme, non si annoia e non dimentica. La sorveglianza automatizzata su larga scala smette di essere una capacità esclusiva degli stati-nazione e diventa un prodotto aziendale.
C’è una conseguenza secondaria che vale la pena nominare: se Google porta gli agenti AI nel dark web per difendere, chiunque può portarli per attaccare. La stessa tecnologia che aumenta la capacità difensiva aumenta quella offensiva. L’equilibrio si sposta, ma non necessariamente in una sola direzione.
Il dark web nasce come spazio sottratto alla sorveglianza automatizzata. Adesso ci sono agenti AI che lo setacciano in tempo reale. Chi lo frequentava per ragioni legittime di anonimato ha un problema. Chi lo frequentava per ragioni meno legittime ha un problema più grande. E tutti e due lo hanno per la stessa ragione.
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Il podcast dove proviamo a capire cosa cambia davvero , non cosa promettono i comunicati stampa: AI usata con metodo, senso critico e una domanda scomoda ogni episodio.